| Cast: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern, Joe Pesci, Danny Aiello, Mario Brega, Jennifer Connelly, Treat Williams, Tuesday Weld, Burt Young, William Forsythe, Darlanne Fleugel (Darlanne Fluegel), Olga Karlatos, Scott Tiler, James Russo, Larry Rapp, Julie Cohen. |
"Una risata che vi seppellirà"
(A. Jarry)
"La produzione artistica di Leone si conclude così con un sorriso nostalgico ed al tempo stesso ironico: quello di Noodles nella fumeria d'oppio con cui finisce ed incomincia il suo ultimo film. Sul teatrino delle ombre cinesi, dietro cui si nasconde la fumeria, il Bene e il Male si contendono il mondo, fino a confondersi nella lotta."
(Gianfranco Massetti)
Ascesa, maturità e tramonto di un piccolo gangster americano in un racconto cronologico complessissimo, tra continui salti temporali in avanti o all’indietro, in modo che non si sappia mai bene quale sia il presente dell’azione. Dai solari paesaggi western, Leone passa all’oscurità della metropoli moderna e ci consegna un appassionante affresco corale di un’epopea e un emozionante (e commovente) ritratto di una comunità. E’ una storia virile di amicizie e tradimenti, di maschi e sesso, di passioni e violenze. E, allo stesso tempo, riesce miracolosamente ad essere una grandissima saga romantica, vista dagli occhi di un italiano che non ha mai smesso di pensare all’America come al paese dei sogni, nonostante tutte le sue contraddizioni. L’ultimo film di Leone è tutto questo, e anche di più: una rievocazione e un commiato nostalgico e malinconico al mondo e alla gente che più ha amato e rappresentato. È un film di porte (metaforiche come non: quella ribattezzata “del tempo” con la scritta Visit Coney Island sopra, quella della cappella funebre, del camerino di Deborah, della villa di Max-Bailey) che si aprono ma che non si richiudono, e rimangono sospese. Favolose le musiche di E. Morricone, indimenticabile il sorriso finale di De Niro che rimarrà come uno dei più grandi enigmi della Storia contemporanea (paragonabile a quello della Gioconda leonardesca). Tra le numerose scene immortali, da non perdere quella del bambino alle prese con una charlotte russa con panna e quella in ospedale ritmata dalla Gazza ladra di Rossini. La scena in cui De Niro mescola con un cucchiaino una tazzina di caffè fu un’invenzione dello stesso attore, omaggio ai tempi dilatati-epici di Leone. La versione americana fu ridotta drasticamente e rimontata cronologicamente (in pratica viene eliminato il fascino proustiano e l’ambiguità del film) dal produttore Arnon Milchan (nel film, l’autista che ironicamente rifiuta i soldi di Noodles-De Niro) e dallo staff del figlio distributore di Alan Ladd ma, fortunatamente, fu un clamoroso flop; e una versione inglese, curata da Leone, dura invece un minuto in più (ha un flashback aggiunto nelle scene finali). In un primo montaggio l’incipit mostrava, nel teatrino, una rappresentazione di ombre cinesi con la lotta tra il bene e il male (un enorme pipistrello), ma Leone lo tolse ritenendolo troppo esplicito riguardo al rimando della circolarità dell’opera. L’americano Stuart M. Kaminsky - scrittore, critico, esperto di cinema e del genere poliziesco, insegnate e teorico di cinema – fu autore dei dialoghi aggiunti, e sull’esperienza con Leone e il suo film ha scritto un saggio accurato, nella sua brevità, all’interno del suo interessante libro Generi cinematografici americani. Tratto da Mano armata (The hoods), interessante autobiografia romanzata in forma di diario cronologico del gangster Harry Grey (pseudonimo di David Aaronson, anche se alcuni fonti danno come vero nome Harry Goldberg), in arte Noodles (che significa “capoccia” ma anche ”spaghetti”), che il film segue soltanto in parte (soprattutto quella relativa all’infanzia o quella di Deborah, nel libro Dolores, o quella dei vaneggiamenti nella fumeria d’oppio); Leone ha aggiunto, in ogni caso, l’epica e l’elegia. Nel film il flauto di Pan di Gheorghe Zamfir in colonna sonora sostituisce lo struggente suono dell’armonica di Cockeye. Danny Aiello interpreta il capo della polizia Aiello. Titolo inglese: Once upon a time in America. Ultimo film di Leone (morto d’infarto nel 1989 a casa sua mentre stava guardando in tv, ironia della sorte, il film di Wise Non voglio morire), che non riuscì a completare il grandioso progetto di un film sull’assedio di Leningrado, che avrebbe anche significato la sua svolta verso l’est geografico. (www.centraldocinema.it) |