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Francesco Maselli
Ennio De Concini, Francesco Maselli
Genere: Drammatico (BN)
Durata: 100 minuti
Nazionalità: ITA
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| Cast: Nora Bellinzaghi (Madre di Fedora), Gérard Blain (Anselmo Foresi), Betsy Blair (Contessa Rita Cherè), Claudia Cardinale (Fedora Santini), Sergio Fantoni (Dr. Mario Corsi), Enzo Garinei (Guglielmo), Tina Lattanzi (Madre di Alberto), Antonella Lualdi (Elsa Foresi), Tomas Milian (Alberto De Matteis). |
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Alcune splendide immagini di una città di provincia, Ascoli Piceno, una "città antica come ce ne sono tante nell’Italia centrale, dove strade, palazzi, i muri stessi, sono come impregnati di storia, di tradizione, di passato", puntualizza la "voice-over" di Anselmo Foresi, uno dei protagonisti della vicenda, svoltasi pochi mesi prima e da lui narrata in flashback.
Sulla piazza principale, una ragazza giovane e molto graziosa, Fedora, assiste al passaggio dei "delfini" (i rampolli dell’alta borghesia e aristocrazia locali) che, usciti dal caffè Meletti, il bar più elegante della città, vanno a far visita alla contessina Cherè.
Fedora torna mestamente a casa, trovando la madre, un’affittacamere abbandonata anni prima dal marito, ancora sveglia.
Nel palazzo avito dell’impeccabile ed elegante Cherè, i "delfini" attendono un dottore che soccorra Marina, in preda a una crisi nervosa dopo aver bevuto in pochi sorsi una bottiglia di scotch: assieme ad Anselmo Foresi, il malinconico e riflessivo fidanzato di Marina, vi sono Elsa, la sua affezionata sorella, e il suo promesso sposo Sisino, vacuo e goffo industriale della carta. Alberto De Matteis, il "partito" più ambito della città abituato a viaggiare in Ferrari, conduce con sé il medico di guardia, Mario Corsi, il quale, calmata Marina con modi assai spicci, ne suggerisce il ricovero in una clinica svizzera.
Cherè, prima di accompagnare Mario a casa di Fedora dove il dottore è pensionante, lo guida in visita al caffè Meletti, indicandogli alcune delle personalità più in vista del capoluogo, tra le quali anche l’usuraio Ridolfi, "il fuorilegge degli affari".
Tornato a casa a notte fonda, Mario è raggiunto da Fedora; i due simpatizzano e decidono di recarsi assieme a teatro, il giovedì successivo. La sera della rappresentazione viene data nella villa dei De Matteis una festa in onore della compagnia di giro. Mentre Anselmo si sposta nelle stanze innervosito per l’assenza di Marina, sua madre si fa corteggiare da un signore (Mattioli), ed Elsa civetta con un invitato. Il cinico e sfrontato Alberto scommette con la Cherè, invaghitasi di Mario, che riuscirà a strappare Fedora al dottore, come puntualmente avviene quella sera stessa a conclusione di un gioco di società svoltosi nella più completa oscurità.
La mattina successiva, Mario decide di lasciare la pensione. La madre di Fedora si compiace con la figlia poiché vede nel suo legame con Alberto uno strumento per riscattare le frustrazioni e i fallimenti della propria esistenza.
I "delfini", dei quali adesso fa parte a tutti i diritti anche Fedora, si riuniscono nel caffè Meletti. Qui, un giorno, Alberto avvicina Mario, provocandolo; il dottore, per niente intimorito, gli propone di regolare i conti con una scazzottata. L’atmosfera tra i due si raffredda grazie all’arrivo della Cherè, che mostra strane premure nei confronti di Ridolfi.
La contessina e Mario vivono una fugace ma delicata relazione sentimentale, che non basta a lenire la loro amarezza e il senso di insoddisfazione che li accomuna.
Il giorno del rientro di Marina dalla Svizzera, Anselmo sveglia Elsa, all’alba, per andare a prendere la fidanzata alla stazione di Ancona. Anselmo è costretto, nell’arco di poche ore, a confrontarsi dapprima con le inquietudini di Elsa e le licenziose abitudini della madre, divenuta l’amante stabile di Mattioli; poi giunto ad Ancona, a fare i conti con le esplosive tensioni, alimentate dal suo stesso nervosismo, interne al gruppo dei "delfini" (in questa occasione, emerge l’intenzione della Cherè di sposarsi con Ridolfi); infine, su una spiaggia marchigiana, a scontrarsi con le scelte esistenziali dell’amata Marina che, perfettamente guarita, ha deciso di investire il congruo capitale ereditato entrando in società con il padre di Anselmo, una scelta questa inconciliabile con gli idealistici progetti formulati un tempo di comune accordo col fidanzato.
Alberto dà sfogo alla propria narcisistica esuberanza guidando come un folle su una strada di campagna, prima di appartarsi in una camera d’albergo in compagnia di Fedora. Le romantiche richieste avanzate dalla ragazza vengono messe a tacere dal "delfino", che prevede per lei un futuro difficile in città, ora che tutti sanno del loro legame amoroso.
Anselmo, che ha rotto con Marina - partita per Modena nella nuova veste di industriale, abbandona la propria casa scontrandosi duramente con il padre, a cui rinfaccia - tra l’altro - un successo economico nato su basi tutt’altro che limpide.
Nello stesso periodo, Elsa scopre che Ridolfi, a cui decide di concedersi, è l’ammiratore segreto che da un paio di mesi le invia, quotidianamente, due dozzine di rose rosse.
Anselmo, temporaneamente ospite della Cherè, provoca un incidente tamponando l’auto di Mattioli, su cui si trova anche la propria madre. Questo gesto segna la fine della ribellione del giovane, che rinuncia a partire.
Fedora scopre di aspettare un bambino da Alberto, di cui non è più innamorata.
Le rispettive madri consigliano ai due giovani di sposarsi per soffocare uno scandalo che, oltretutto, ostacolerebbe le attività imprenditoriali della famiglia De Matteis.
La notte precedente la sua partenza per il Messico, la Cherè dà un ricevimento, che si risolve in una asprissima resa di conti generale. Dopo la consegna dei regali agli invitati da parte della contessina, ha finalmente luogo lo scontro tra Alberto e Mario, di cui Fedora è palesemente innamorata. Il dottore ha la meglio sul rivale ma, nonostante i ripetuti tentativi della Cherè per trattenerlo, abbandona il palazzo. Gli invitati scoprono che, sorprendentemente, la contessina è sul lastrico e che tutti i suoi beni sono stati pignorati. Elsa, Marina, Sisino e Alberto si scagliano contro la loro amica, infierendo su di lei; la Cherè risponde cacciandoli.
Fedora e Mario trascorrono la notte passeggiando e, al mattino, il dottore dà appuntamento alla ragazza al caffè Meletti. Fedora, avendo compreso che sua madre non sopravviverebbe alla sua frattura con Alberto, si reca nel locale per riconciliarsi con il fidanzato. Tutti i conflitti, come d’incanto, si ricompongono.
Tornati al presente, si apprende dalla "voice-over" di Anselmo che il giovane sta per sposarsi con Marina nella stessa chiesa, la cattedrale, in cui si sono celebrati i matrimoni tra Fedora e Alberto e tra Elsa e Sisino. Il bilancio del narratore appare sconfortante: durante quell’inverno, per loro fondamentale, i "delfini" apparentemente sono maturati, ma in realtà, e assai più verosimilmente, si sono definitivamente spenti accettando di sottostare a una serie di compromessi.

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