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Ermanno Olmi
Ettore Lombardo, Ermanno Olmi
Genere: drammatico (BN)
Durata: 105 minuti
Nazionalità: Italia |
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| Cast: Loredana Detto (Antonietta Masetti), Tullio Kezich (psicologo), Sandro Panseri (Domenico Cantoni), Mara Revel (donna anziana). |
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Un provinciale viene a Milano sperando di ottenere un posto di lavoro in un grande complesso industriale. Ci riesce, ma non è che un usciere. Conosce una ragazza e l'invita alla festa del Cral aziendale. Lei non si presenta. In compenso muore un impiegato e il giovane lo sostituisce.
Italia, 1961
ERMANNO OLMI (1931)
Nasce il 24 luglio 1931 in un paese della bassa bergamasca (Treviglio) da una famiglia cattolica di origini contadine. Rimasto orfano di padre, morto durante la guerra, frequenta il liceo scientifico e il liceo artistico senza portare a termine gli studi. Si trasferisce a Milano dove si iscrive all’Accademia di Arte Drammatica per seguire i corsi di recitazione; viene assunto dalla Edisonvolta, dove già lavorava la madre, che gli affida l’organizzazione delle attività ricreative. In seguito viene incaricato di riprendere e documentare le produzioni industriali: nel periodo che va dal 1953 al 1961 Olmi realizza circa quaranta documentari dove l’attenzione spesso si concentra più sulla condizione degli uomini che lavorano che sulle strutture aziendali: da queste esperienze nasce il "Servizio Cinema" della Edisonvolta che dirigerà per molti anni. Nel 1955 Olmi - con "Il tempo si è fermato" - debutta nel lungometraggio trattando alcuni temi che si ritroveranno anche nei film della maturità: i sentimenti delle persone "semplici", la solitudine, la montagna. Nel 1961 fonda, con un gruppo di amici, la società di produzione "22 dicembre" con la quale realizza, nello stesso anno, "Il posto". Il film, elogiato dalla critica per la lievità e l’ironia con la quale è osservato il mondo piccolo-borghese, ottiene il premio OCIC e il premio della critica alla Mostra di Venezia. Dopo "I fidanzati", film che sottolinea l’alienazione del lavoro e dei sentimenti, gira nel 1965 "E venne un uomo", ritratto appassionato, ma non agiografico, di Giovanni Roncalli, uomo come lui di origini contadine, che divenne Papa col nome di Giovanni XXIII. Il mondo contadino torna con prepotenza come tema dominante nel film "L’albero degli zoccoli" che nel 1978 gli meritò la Palma d’oro al Festival di Cannes.. Nel frattempo si trasferisce da Milano ad Asiago e, nel 1982, a Bassano del Grappa, fonda una scuola di cinema "Ipotesi Cinema" e realizza "Camminacammina", ispirato al viaggio verso Betlemme dei tre Re Magi. In questi anni gira molti documentari per la Rai e alcuni spot televisivi. Una grave malattia lo costringe al ritiro fino al 1988 quando dirige uno dei suoi maggiori successi, "La leggenda del santo bevitore" - tratto da un racconto di Joseph Roth - che si aggiudica il Leone d’Oro al Festival del cinema di Venezia. A distanza di cinque anni, siamo nel 1993, realizza "La leggenda del bosco vecchio", tratto da un racconto di Dino Buzzati e interpretato da Paolo Villaggio; caso piuttosto raro per Olmi che preferisce interpreti presi dalla vita comune e che solo in tre film ("E venne un uomo", "Il segreto del bosco vecchio" e "Il mestiere delle armi") si è avvalso, per i ruoli principali, di attori professionisti. L’anno seguente dirige "Genesi: la creazione e il diluvio" all’interno del vasto progetto internazionale "Le storie della Bibbia" prodotto anche da RaiUno. L’ultimo film, in ordine cronologico, "Il mestiere delle armi", presentato all’ultima edizione del Festival di Cannes, è la storia di Joanni de’ Medici, famoso guerriero che a soli 28 anni viene ucciso da una palla di cannone subito dopo l’invenzione delle armi da fuoco.
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