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  Regia di: Billy Wilder
Scritto da: Alexandre Breffort, Billy Wilder
Genere: Commedia
Durata: 142 minuti (colore)
Nazionalità: USA
Cast: Jack Lemmon (Nestor Patou/Lord X), Shirley MacLaine (Irma La Dolce), Lou Jacobi (Moustache), Bruce Yarnell (Hippolyte), Herschel Bernardi (Ispettore Lefevre), Hope Holiday (Lolita), Paul Dubov (Andre), Diki Lerner (Jojo), Cliff Osmond (sergente di polizia).
 
A fare da sfondo a questa storia, che è stata considerata la più drammatica tra le commedie di Wilder, è una Parigi ricostruita interamente negli studios. Irma (Shirley MacLaine) è una prostituta, maltrattata dal suo protettore, che incontra in un bar un giovane poliziotto appena licenziato, Nestor Patou (Jack Lemmon), che ha deciso di affogare nell’alcool quest’ultima delusione. In quell’occasione Nestor salva Irma dalla brutalità del protettore e lei, per ringraziarlo dell’aiuto, lo seduce in una camera d’albergo, dove i due si sono recati, e gli propone di diventare il suo nuovo protettore. Nestor accetta ma, dopo un po’, inizia ad essere geloso dei clienti della donna e decide di assumere i panni di Lord X, un misterioso gentiluomo impotente desideroso della compagnia di Irma. A coprirgli le spalle prestandogli i soldi per qualche tempo c’è il proprietario del bistrot. 

Così la messinscena prosegue. Ma quando Nestor è costretto ad andare a lavorare di notte ai magazzini generali e, di giorno, è stanchissimo e non riesce a stare con Irma, la situazione precipita. Lei, credendo che Nestor la tradisca, propone a Lord X di fuggire in Inghilterra. E’ a questo punto che Nestor decide di sopprimere il personaggio che egli stesso ha inventato. Butta i vestiti di Lord X nella Senna ma è scoperto e arrestato. Quando viene a sapere che Irma è incinta, Nestor fugge dal carcere e propone alla ragazza di sposarlo. Il lieto fine è d’uopo, con Irma che decide di abbandonare il lavoro e di dedicarsi alla nuova attività di mamma e Nestor che viene reintegrato nel corpo di polizia.

Il film ottenne l’Oscar per la colonna sonora (musiche di André Prévin) e avrebbe dovuto ottenerlo anche per la scenografia per l’abilità nella ricostruzione di Parigi, talmente perfetta da sembrare vera (merito di Alexandre Tranner).

La bravissima Shirley MacLaine e l’abilissimo Jack Lemmon si muovono benissimo in questa farsa paradossale sul travestimento e lo sdoppiamento, raccontata con cinismo da un regista già all’apice della sua carriera.

 

 
 
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