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  Regia: Camillo Mastrocinque
Soggetto: Age, Scarpelli
Genere: Commedia
Durata: 108 minuti
Nazionalità: ITA
Cast: Totò ( Antonio Bonocore ), Peppino De Filippo ( Giuseppe Lo Turco), Giacomo Furia ( Felice Cardoni ), Gabriele Tinti ( Michele Bonocore ), Giulia Rubini ( Marcella Lo Turco ), Anita Ciarli ( la madre di Antonio ), Yoka Berretty ( Marlene,la moglie di Antonio ), Nando Bruno ( il maresciallo Denti ), Salvo Libassi ( il brigadiere Solmi ) Mario Meniconi ( un finanziere ), Luigi Pavese ( il ragionier Casoria ), Lauro Gazzolo ( il signor Andrea ), Gildo Bocci ( il tabaccacio ), Enzo Maggio ( il barista ) Memmo Carotenuto ( l'aspirante portiere ), Guido Martufi ( Riccardo ), Andrea De Pino ( il dottore ).
 
Antonio avuto quanto necessario per fabbricare biglietti da diecimila da un ex incisore della zecca,convince il tipografo Giovanni e il pittore d'insegne Felice ad aiutarlo a fabbricare le banconote.Stampati i biglietti ne spacciano uno in tabaccheria.Antonio saputo da suo figlio finanziere che la polizia e' sulle traccie dei falsari,convince i suoi complici a desistere dall'impresa.Ma la banda ricercata era un'altra e i tre amici si disfano delle banconote false,contenti di tornare all'onestà.

Il film è girato nel gennaio del '56 diventerà un classico dei film di Totò anche se alla sua uscita nelle sale parte della critica come era suo costume non fu dello stesso avviso . E' il primo film in cui la coppia Totò - Peppino esplode in tutta la sua comicità , famose le storpiature del cognome della vittima - partner Lo Turco ( Lo Truzzo , Turchetti , Lo Turzo , Lo Struzzo ) che saranno poi ripresi in film successivi . La scena dei tre protagonisti nella tipografia che viene girata con la caratteristica velocità delle comiche americane è un'idea dello stesso Totò .
Scriveva Giuseppe Marotta : " Muse napoletane , abbiamo tante volte mangiato cocomeri e lupini insieme , aiutatemi a dire tutto il male e tutto il bene possibile di Totò . Chi è più attore e meno artista di lui ? Chi , se non Totò , è l'unico , il massimo denigratore che Totò abbia ,l'ospite furtivo , il cugino povero , il visitatore umile , frainteso , balbettante di se stesso ? [..] Ha trasferito per vent'anni , sullo schermo , il Totò del varietà [..] Infatti La banda degli onesti avrebbe anche potuto chiamarsi Totò portinaio o Totò falsario ,alla vecchia maniera ; nessuno ci avrebbe rimesso , nè gli autori del testo , nè gli interpreti nè la regia [..] " .
Il solito "vice" dal Il Messaggero : " [..] Nel panorama non troppo consolante dei nostri film comici , questa pellicola [..] merita una menzione onorevole . Spigliata , briosa , dotata di un dialogo vivace e di qualche genuina trovata [..] , grazie soptattutto all'interpratazione di Totò , Peppino De Filippo e Giacomo Furia ".



 





 


Totò
(Napoli, 1898 - Roma, 1967)
Nasce a Napoli il 15 febbraio 1898, figlio naturale di Anna Clemente e del marchese Giuseppe De Curtis (che solo trent’anni dopo lo riconoscerà legalmente, così mettendolo in condizione di fruire del cognome paterno). Sin da giovanissimo egli mostra passione per il varietà, esibendosi in macchiette ed imitazioni con lo pseudonimo di Clerment. Trasferitosi a Roma nel ‘22 con i genitori, ottiene varie scritture ed infine debutta con esiti lusinghieri al teatro Umberto I.
Nel 1927 è nella compagnia di Achille Maresca, di cui è prima donna la celebre Isa Bluette; nei primi anni ‘30 diviene capocomico e porta in giro per l’Italia varie riviste, tutte calorosamente accolte dal pubblico.
Nel 1937 esordisce sullo schermo con "Fermo con le mani!" di Gero Zambuto, cui fanno seguito "Animali pazzi" (1939) di Carlo Ludovico Bragaglia e "San Giovanni decollato" (1940) di Amleto Palerminon otenendo il favore delle platee, così egli torna a calcare il palcoscenico guadagnandosi trionfali accoglienze negli spettacoli messi in scena da Antonio Galdieri.
Nel 1947, egli approda nuovamente al cinema con "I due orfanelli" di Mario Mattoli, che segna l’inizio delle sue fortune in celluloide: di anno in anno, il numero delle pellicole che lo vede impegnato andrà aumentando, fino a suggerirgli nel 1950 il ritiro dall’attività teatrale.
Tra i moltissimi titoli, segnaliamo "Fifa e arena" (1948) di Mattoli, "Totò le Moko" (1949) di Bragaglia, "Totò cerca casa" (1949) di Steno e Mario Monicelli, "Napoli milionaria" (1950) di Eduardo De Filippo, "Guardie e ladri" (1951) di Steno e Monicelli, "Totò a colori" (1952) di Steno, "L’oro di Napoli" (1954) di Vittorio De Sica, "Totò, Peppino e la malafemmina" (1956) di Camillo Mastrocinque, "I soliti ignoti" (1958) di Mario Monicelli, "Signori si nasce" (1960) di Mario Mattoli, "Totò Diabolicus" (1962) di Steno, "Uccellacci e uccellini" (1966) e gli episodi "La terra vista dalla luna" (1967, da "Le streghe") e "Che cosa sono le nuvole" (1967, da "Capriccio all’italiana"), tutti firmati da Pier Paolo Pasolini.
Autore, pure, di canzoni di grande successo - la più famosa delle quali è sicuramente "Malafemmena" (1951) - oltre che delle poesie napoletane raccolte nel volume "‘A livella" (1964), Totò si è spento a Roma il 15 aprile 1967.

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