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titolo: Caffè Anterivo

Gentili visitatori,
vorrei raccontarvi una storia molto carina e speciale che ho scoperto grazie all’invito della Signora Karin Huber – fiduciaria Slow Food di Merano - nel paese di Anterivo, in Trentino Alto Adige.

Forse molti di voi non sanno che esiste un’antica storia di caffè che non è un caffè chiamato "caffè Anterivo" ricavato da una specie molto rara di Lupino che viene trattata come se fosse un "caffè" in tutte le sue fasi.
È un caso unico in Italia e nel suo genere, tanto antica quanto curiosa.
Oggi la comunità di Anterivo ha dato vita al progetto di tutela del prodotto, salvaguardandolo e curandone la produzione.
Non vi resta che leggere la storia nel dettaglio, la lettura vi riserverà molte sorprese e particolari curiosità, come un banchetto organizzato nei primi del Novecento interamente a base di lupini, dalle vivande servite alla carta che venne utilizzata per gli inviti.
Buona lettura...

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Anterivo e il suo caffè
Storia e memorie del Caffè di Anterivo,
dei surrogati del caffè e del caffè in chicchi


”Nonostante la scarsità di terreno e di humus che ricoprono le rocce di porfi do, crescono pressoché tutti i tipi di cereali e patate; nonché il tanto rinomato cavolo cappuccio; si coltiva anche un tipo di lupino dai fi ori blu, noto nella zona come “Caffè di Anterivo” che permette persino ai più poveri di realizzare un piccolo guadagno.” Franz Freiherr von Oer, Graz 1897
(Estratto dall’opera “Leben und Wirken” di Johannes Baptist Zwerger, Principe Vescovo di Seckau, Graz)

immagine caffè Anterivo

PREMESSA
Il “Caffè di Anterivo” è un prodotto che di recente ha suscitato
grande attenzione: ancora prima di tornare in uso come bevanda
di consumo abituale e signifi cativo per una vasta porzione di
pubblico, questa specialità locale riportata a nuova vita fa già molto parlare di sé, rendendo parimenti nota la piccola località montana di Anterivo da cui proviene.
Risvegliare a nuova vita la varietà autoctona di lupino “Caffè di
Anterivo“ é il primo importantissimo contributo promosso dal progetto comunitario “NeProValter“, facente capo, in Alto Adige, alla Ripartizione per la formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica della Provincia Autonoma di Bolzano.
Il progetto “Caffè di Anterivo” si propone infatti l’obiettivo di riportare in vita un’antica pianta coltivata, profondamente legata
alla storia di Anterivo, unitamente alla tradizione ed al sapere locale che l’accompagnano, nonché di documentare e di registrare la presenza in Alto Adige di altre piante succedanee del caffè. Mediante l’esecuzione di analisi della composizione, prove di tostatura e di degustazione, si tenta inoltre di stabilire se da questa varietà di lupini possa essere ricavata un’interessante bevanda succedanea del caffè.
La prima e più importante domanda che ci si è posti riguardava
innanzitutto l’attuale interesse degli agricoltori di Anterivo a proseguire questo tipo di coltivazione. Dopo la presentazione del progetto, avvenuta ad Anterivo nel novembre 2004, oltre 30 abitanti di Anterivo hanno aderito all’iniziativa, costituendosi come gruppo di lavoro. Una pianta culturale, intimamente legata alla storia della località e per molti decenni caduta nell’oblio, torna improvvisamente ad imporsi al centro dell’attenzione: dopo due anni di lavoro dedicati alla riproduzione dei semi si è potuto disporre fi nalmente di un numero di sementi suffi ciente per tentare nel 2005 di insediare nuovamente ad Anterivo questa coltivazione.
Il presente opuscolo presenta le varie ricerche condotte sul caffè di Anterivo con i relativi risultati.

Hans Berger
Assessore all’agricoltura, informatica, libro fondiario e catasto
Stefan Walder
Direttore della Ripartizione per la formazione professionale agricola, forestale e di economia domestica

immagine caffè Anterivo

immagine caffè Anterivo

PREFAZIONE
Siamo onorati di sapere che il progetto „Caffè di Anterivo“ garantirà la salvaguardia di un antico bene culturale. Con un po’ di fortuna e tanto impegno da parte degli abitanti di Anterivo la varietà autoctona di lupino „Caffè di Anterivo“ sarà un successo per la nostra località. Certo, non sappiamo ancora se questa bevanda potrà diventare un prodotto commerciabile, ma il „Caffè di Anterivo“ ha già dato luogo a molti cambiamenti che hanno contribuito ad aumentare la notorietà della nostra bella località montana.

Hartwig Lochmann,
sindaco di Anterivo

immagine caffè Anterivo

immagine caffè Anterivo

RINGRAZIAMENTI
Il progetto “Caffè di Anterivo” rappresentava una sfi da tanto appassionante, quanto ardita: far ritornare in vita un mucchietto di vecchi semi, elaborare tecniche di coltivazione e di tostatura in
grado di consentire la coltivazione del caffè anche nelle Alpi; tutto
questo richiedeva persone che credessero nella forza di questa
idea. Molti hanno accolto l’iniziativa ed il progetto con una buona
dose di curiosità, condita però anche da un certo scetticismo iniziale.
Molti altri hanno subito appoggiato l’idea con grande entusiasmo,
altri ancora hanno sostenuto il progetto, fornendo consulenza
tecnica, un’incisiva azione di supporto o mettendo a disposizione la loro grande forza di persuasione. Un vivo ringraziamento va in particolare alle seguenti persone: Thomas Gladis, ricercatore di Berlino ed esperto botanico di piante coltivate, Fritz ed Iris Klein, coltivatori di lupini biologici di Wertheim, Willy Hagen, tostatore di caffè di Heilbronn. Per quanto riguarda la determinazione delle malattie afferenti i lupini di Anterivo, anche questo un territorio a noi completamente sconosciuto, il progetto ha benefi ciato delle risorse e della consulenza offerte dal Centro Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg. Un sentito ringraziamento deve essere indirizzato a Klaus Marschall, Roland Zelger e Franziska Schwienbacher. Il Museo di Scienze Naturali di Bolzano ha anche potuto classifi care tra le specie fortemente a rischio in Alto Adige, un meraviglioso insetto coleottero della famiglia dei meloidi, scoperto per la prima volta quest’anno come parassita. Non da ultimo un grazie sincero a Petra Kranebitter per la collaborazione prestata.

immagine caffè Anterivo

immagine caffè Anterivo

INTRODUZIONE
Il “chicco di caffè“ della varietà di Anterivo viene ricavato da una
pianta che in realtà del caffè non ha né il nome né il chicco. Per
decenni infatti si sono utilizzati i semi di una specie di lupino per ottenere una bevanda simile al caffè che veniva bevuta miscelata con orzo e frumento. Questa varietà di pianta prende il nome di “Caffè di Anterivo” e costituisce una specialità autoctona, sia dal punto di vista botanico che dal punto di vista della tradizione culturale.
Il caffè ricavato dal lupino, sopravvissuto negli ultimi decenni nei
pochi semi custoditi da alcune donne della piccola località altoatesina, torna ora a rinfrancare gli animi e lo spirito: resta da chiedersi quale potenziale possa celarsi, dietro questo prodotto tradizionale, per l’economia agraria ed il turismo di un isolato paese alpino.
È tuttora possibile ottenere un surrogato del caffè? Che sapore ha
questo caffè? Come può essere coltivato? Quali tecniche moderne
possono essere impiegate per la tostatura?
Per gli amanti del caffè, il “Caffè di Anterivo” è una delle piante
che appartiene ai suoi succedanei. In linea con la crescente
affermazione delle nuove tendenze salutistiche che spingono molti
consumatori a farsi più attenti ed esigenti, proprio le miscele succedanee del caffè stanno vivendo negli ultimi anni un vero e proprio boom. Oggi le drogherie ed i negozi di prodotti naturali propongono diverse varietà di prodotti che possono sostituire il “vero” caffè in chicchi: tra le migliori selezioni miscele contenenti spelta, orzo, fi chi. Il Caffè di Anterivo può giungere ad occupare un posto analogo nel panorama delle bevande succedanee? Questa è la domanda analizzata nell’ambito del progetto Neprovalter. Nel corso degli ultimi anni Fritz ed Iris Klein, agricoltori del Baden-Württemberg hanno già prodotto puro caffè di lupini. Motivo suffi ciente per far loro una visita e, ai fi ni del progetto, visitare le coltivazioni, assistere ai procedimenti di tostatura e naturalmente anche degustare il prodotto fi nale.
“Caffè alternativo”, “succedaneo del caffè”, “surrogato del
caffè”: così vengono defi niti i cosiddetti “caffè non caffè”, ossia le
bevande che non derivano dal vero chicco della rinomata pianta.
Le bevande succedanee prive di caffeina vantano una lunga tradizione, ma stanno conoscendo oggi una rapida affermazione anche in termini commerciali, un successo testimoniato dal fatto che negli ultimi anni i caffè ai frutti o ai cereali, soprattutto di coltivazione biologica, si sono moltiplicati, dando vita ad un ampio ventaglio di sapori. Queste bevande sono povere di sostanze stimolanti e prive di caffeina.
Dal punto di vista storico culturale il caffè è una bevanda relativamente giovane. Mentre il vino o la birra, ad esempio, hanno una storia che si perde nei millenni addietro, la storia del caffè in Europa ha inizio solo poche centinaia di anni or sono. Anche se oggi pare impossibile immaginare le nostre città ed i nostri paesi senza bar o caffetterie, il caffè fece la sua comparsa nel nostro continente solamente insieme ai primi contatti dell’Europa con l’Oriente. Oggi esso è divenuto una sorta di bevanda nazionale, nonché uno degli elementi caratterizzanti dell’identità culturale del nostro paese. Il “vero“ caffè italiano è in qualche modo sinonimo di italianità così come la pizza o gli spaghetti. Eppure capita che sedendo in una delle tradizionali caffetterie viennesi non si possa fare a meno di pensare che il caffè sia nato lì. E chi non ha mai sentito parlare della fama dei numerosissimi “cafè parigini”?. La lista dei luoghi rinomati
per il loro caffè potrebbe proseguire a lungo. Che cos’ha in comune il Caffè di Anterivo con il vero caffè? Fino
agli anni ‘40 del XX secolo la letteratura dedicata al caffè ha sempre trattato separatamente lo studio delle piante succedanee. Il vero caffè in chicchi è stato per lungo tempo considerato una bevanda di lusso, riservata alle élites ed acquistabile solo negli empori coloniali o nelle botteghe cittadine del caffè. Si cercavano e si trovavano piante alternative da cui ricavare il caffè, piante che crescessero anche nei propri giardini o nelle zone montane. Il Caffè di Anterivo è proprio una di queste. Il presente opuscolo ripercorre nello specifico la storia del Caffè di Anterivo, illustrando anche l’utilizzabilità di altre piante succedanee.

Struttura dell’opuscolo
L’opuscolo si apre con un accenno alla storia e alla tradizione culturale del caffè e del suo utilizzo come bevanda. Il vero caffè é sempre stato un prodotto coloniale, che non potendo essere coltivato in zone con un clima temperato come le nostre, doveva essere importato.
Le diversità che caratterizzano i Paesi esportatori di caffè
ed i Paesi che invece ne sono principalmente consumatori, si sono
mantenute fi no ad oggi: il mercato del caffè é un mercato mondiale dal volume di scambi enorme, ma gli agricoltori che coltivano e raccolgono il caffè nei Paesi del sud, sono condizionati dai prezzi del mercato globale ed ottengono profi tti molto modesti. Al commercio del caffè e al commercio equo e solidale é pertanto dedicata la seconda sezione dell’opuscolo. Il terzo capitolo affronta lo studio delle piante succedanee del caffè, ne presenta la storia e le ragioni dell’esplosione economica degli ultimi anni. Il quarto capitolo è dedicato al profi lo di un’interessante pianta da coltivazione: il lupino.
Protagonista del quinto capitolo è infi ne la località di Anterivo con
il suo tradizionale caffè. In questa sezione vengono anche illustrati i risultati delle ricerche condotte, sempre nell’ambito del progetto, sui surrogati del caffè presenti in Alto Adige, in generale, e sul Caffè di Anterivo, in particolare.

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immagine caffè Anterivo

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