

![]() ![]() ![]() ![]() foto Giovanni Vidmar |
Per visitare la struttura contattare il curatore, Gianni Pistrini e-mail: pistrinig@hotmail.com
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Scienza in cucina:

Prefazione
Obiettivi didattici e culturali:
Il progetto ha affrontato in chiave interdisciplinare il problema della conservazione e cottura dei cibi, i docenti che hanno collaborato, hanno prodotto materiali didattici, in formato cartaceo e multimediale, costituiti da lezioni, schede di laboratorio, schede guida per ricerche, test ed esercitazioni, animazioni.
Il progetto si inserisce in un più ampio contesto di ricerca didattica che i docenti del Liceo Scientifico “A. Genoino” di Cava de’ Tirreni (SA) stanno conducendo da diversi anni finalizzata ad individuare innovative strategie di insegnamento/apprendimento delle materie scientifiche che rendano lo studio di queste discipline attuale, in linea con i bisogni formativi degli allievi, capace di trasferire ai cittadini di domani conoscenze, competenze e capacità spendibili in una società complessa come la nostra e in costante mutazione.
Obiettivo del progetto è quello di veicolare, attraverso argomenti che riguardano il quotidiano, temi correntemente trattati in corsi di fisica, scienze e chimica rispondendo così a diverse esigenze:
-fornire agli alunni una formazione scientifica adeguata
-soddisfare la naturale curiosità del ragazzo nei riguardi di fenomeni che vengono osservati quotidianamente e di strumenti che vengono usati tutti i giorni
-preparare il futuro cittadino a capire non solo il mondo naturale che lo circonda ma anche i prodotti tecnologici che sempre più prepotentemente entrano nel quotidiano, in modo da permettergli di operare scelte consapevoli.
Tema affrontato
Il tema affrontato è quello della conservazione e cottura dei cibi. Il lavoro ha coinvolto le seguenti discipline: fisica, scienze, chimica, italiano, storia, disegno e inglese (alcuni materiali sono stati prodotti in questa lingua).
Contenuti innovativi
Il progetto è da ritenersi innovativo per i seguenti motivi:
-L’approccio agli argomenti trattati è sempre di tipo problematico: si parte dall’osservazione di fenomeni che si riscontrano nella vita di tutti i giorni e dalle difficoltà di apprendimento degli alunni. Le lezioni sono di tipo dialogato: si parte da domande stimolo o da esperimenti di tipo esplorativo il cui scopo è quello di motivare ed incuriosire gli alunni ed, in qualche caso, di mettere in crisi le misconoscenze dell’allievo.
-La metodologia prevalentemente applicata è quella costruttivista.
-Gli argomenti sono stati trattati da un punto di vista globale, superando la classica suddivisione per discipline.
-E’ stato privilegiato un apprendimento collaborativo e, quando possibile, è stato favorito l’aspetto ludico e di scoperta.
-Si è fatto largo uso delle nuove tecnologie: le lezioni sono state preparate in forma di ipertesto, gli esperimenti proposti prevedono largamente l’uso di strumentazione on-line, gli alunni sono stati invitati ad usare INTERNET per le loro ricerche, a comunicare tra loro con l’uso di posta elettronica e a consegnare i loro lavori sia in formato cartaceo che elettronico.
-Gli alunni stessi hanno prodotto manufatti costruiti con materiale di facile reperibilità per eseguire gli esperimenti proposti.
-L’esperienza, anche se articolata, e per certi aspetti complessa, è facilmente esportabile in altri contesti sia per la cura con cui sono stati prodotti i materiali didattici, sia per la semplicità delle attività sperimentali proposte, che in alcuni casi si possono svolgere anche a casa.
Organizzazione del lavoro
Il lavoro è stato portato avanti congiuntamente da più insegnanti: alcune lezioni sono avvenute in compresenza. Si è inserita anche l’insegnante di italiano e storia che ha condotto con gli alunni ricerche storiche sull’uso del ghiaccio, in particolare nella nostra città e raccolto espressioni e modi di dire sul freddo nella lingua italiana. La professoressa di fisica ha coordinato il lavoro.
Sono state effettuate numerose riunioni di coordinamento. Gli alunni stessi sono stati impegnati nella sistemazione multimediale dei materiali.
Metodi di cottura …
Una valvola, magnetron, genera le microonde, attraverso una guida cava (antenna), queste sono convogliate nel vano di cottura. Le pareti del vano di cottura riflettono le microonde e le distribuiscono uniformemente. Per migliorarne la distribuzione, si impiegano piatti rotanti. Le microonde interagiscono con le molecole dell’alimento aumentandone il moto di agitazione, con conseguente aumento della temperatura.

Misure di lunghezza d’onda cuocendo formaggio dopo aver tolto il piatto ruotante.![]() |
| serbatoio inferiore in cui inserire l'acqua dotato di valvola di sfogo | ![]() |
| imbutino in cui mettere la polvere di caffè | ![]() |
| serbatoio superiore con al centro un tubo aperto in alto | ![]() |
| alla base del serbatoio superiore vi è un filtro sorretto da una guarnizione di gomma | ![]() |
Come funziona


| MICRORGANISMI | MINUTI |
GRADI CELSIUS |
Salmonella typhosa | 4,3 |
60 |
Staphilococcus aureua |
18,8 |
60 |
Escherichia coli |
20-30 |
57 |
Streptococcus thermophilus |
15 |
70-75 |
Lactobacillus bulgaricus |
30 |
71 |
SPORE DI: |
Bacillus anthracis |
1,7 |
100 |
Bacillus subtilis |
15-20 |
100 |
Clostridium botulinum |
100-330 |
100 |
Clostridium calidotolerans |
520 |
100 |

Questa espressione evidenzia che la quantità d’acqua espulsa DV, aumenta al diminuire di Viw.
Per riempire velocemente il pee-pee boy, lo si immerge per pochi secondi in acqua calda con l’apertura verso l’alto: l’aria che è all’interno si riscalda e fuoriesce, infatti si vedranno delle bollicine uscire dall’apertura della statuetta.
L’arresto della fuoriuscita delle bollicine segnala che è uscita dal pee-pee boy tutta l’aria, allora bisogna immergere molto rapidamente la statuetta in acqua fredda. In questo caso, la pressione interna diminuisce e l’acqua viene risucchiata all’interno.
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