Persino l'aria, sembra avere il sapore e il colore del caffè. Tinte calde, come la pelle dei Masai, dense, come i colori della Tanzania: l’azzurro del cielo, il verde della foresta, il rosso delle bacche. Un mix seducente tra la forza primigenia e selvaggia di questo continente misterioso e la bellezza eterea e delicata di un vigneto collinare: come se accostassimo la pelle mulatta degli indigeni all’incarnato candido di due bimbe dai capelli dorati, che si rincorrono scalze sulla polverosa terra d'Africa. Già, perché la piantagione di Monduli ha nobili radici italiane. Per scoprirle, bisogna tornare indietro nel tempo, agli anni venti, quando il Conte Vittorio Davico di Quittengo giunse qui per dare l'estremo saluto al fratello, morto tragicamente in un incidente stradale durante il viaggio di nozze. Si innamorò del posto e lo elesse a patria d’adozione.
Era il 1929: due anni più tardi, in un fazzoletto della foreste vergine del Manganica, cominciò a coltivare il caffè. Oggi l’intera tenuta si estende su 1263 acri, di cui 295 ricoperti da piante di Arabica: si tratta di un cru esclusivo, più volte riconosciuto come uno dei migliori della Tanzania. Siamo nel cuore di un'Africa primordiale, a 1700 metri di altitudine: la foresta del monte Monduli, la cui cima svetta a oltre 2.500 metri, fa da sfondo alla coffee estate, in cui sono occupate 500 persone di etnia masai. Qui, a 30 chilometri da Arusha, in una dimora su un colle, vivono Ruggero e Corrado, discendenti del conte Davico di Quittengo ed eredi della sua grande passione.
Mi aggiro tra i filari con la voglia di esplorare, scoprire, provare l'emozione di staccare da un arbusto adulto una bacca matura, il cui chicco, dopo aver percorso un lungo cammino, sarà degustato, un giorno, in qualche angolo del mondo. E scorgo le capanne, le case, gli stabilimenti, persino una scuola: Monduli è più di una semplice piantagione, è una comunità che nasce dal connubio tra l'amore per il caffè e lo spirito imprenditoriale, l'impegno sociale e la cura dei rapporti con i nativi.
Per la qualità del prodotto e la bellezza del paesaggio, questo luogo splendido è stato scelto, anni fa, da un’importante torrefazione italiana, che vi ha ambientato un proprio video promozionale.