VICTORIA ARDUINO
Nel 1905, a Torino, nasce LA VICTORIA ARDUINO, azienda alla quale andrà il merito
di aver diffuso in Italia e nel mondo la macchina da caffè espresso, fra le prime con funzionamento a vapore.
Il suo fondatore, Signor Pier Teresio Arduino, nobile uomo d'ingegno e di gran
sensibilità sociale, dedica il nome del marchio alla moglie Victoria.
Un pioniere come Arduino che sviluppa la produzione di macchine da caffè espresso curandone la qualità e il funzionamento, non può che scegliere come simbolo l'aquila reale, realizzata in bronzo cesellato a mano, ancora oggi simbolo imitato e punto di riferimento per costruttori e collezionisti.
Il primo modello prodotto, cosiddetto a colonna, fu realizzato in rame e in ottone e con forma cilindrica. Il mero lato tecnico doveva convivere con un'estetica accattivante legata a ragioni di funzionalità d¹uso e di arredo, trattandosi di un oggetto dall'incombente presenza, catalizzatore dell'interesse degli avventori.
Per ragioni funzionali, avendo la caldaia uno sviluppo verticale, è evidente che la forma a colonna risultasse la soluzione più logica alla costruzione della carrozzeria della macchina espresso e l'eleganza del volume così realizzato, arricchito da materiali
lucenti e decorazioni di rilievo ha fatto sì che emergesse sui banconi dei bar, imponendosi.
Pier Teresio Arduino non si limita solo alla costruzione e commercializzazione delle macchine, ma si dedica anche a curare l'immagine della sua azienda affidandosi a figure di gran rilievo nel campo del design che pubblicizzeranno il marchio per tutto il secolo. Tra questi si ricorda uno dei più famosi cartellonisti europei di grafica pubblicitaria, il disegnatore Leonetto Capiello che creerà un'immagine riscuotendo ampio consenso.
In quell'epoca nei caffè e in raffinate pasticcerie di tutta Europa si diffonde velocemente la moda di bere il caffè espresso.
La Arduino, nel 1920, apre filiali in tutto il mondo diventando sempre più apprezzata e conosciuta.
Come tutte le fabbriche Italiane riduce la produzione con l¹avvento della seconda guerra mondiale, per poi riprendere nel dopoguerra.
E se l'avvenire dell'albero
E il suo progresso verso l'alto è sopra la terra,
Le radici sono sotto la terra.
E ciò significa che l'avvenire è alimentato dal passato.
Guai coloro che non coltivano il ricordo del passato:
Sono gente che semina non sulla terra
Ma sul cemento.
G. Guareschi |