CAFFETTIERE

Vacuum o A Depressione

Epoca: 1850 - 1860
Sistema: Vacuum o a Depressione
Macchina di grande capacità a globi di vetro di fabbricazione inglese. Sostegno in legno e ghisa di forma zoomorfa, palloni in vetro. La forma più semplice adottata col procedimento sottovuoto, consistente in due palloni di vetro collegati, l’uno sopra l’altro, con un tappo di sughero e filtro. La pressione del vapore fa salire l’acqua contenuta nella sfera inferiore a miscelarsi con la polvere di caffè contenuta nel pallone superiore. Quando il fornelletto ad alcool viene rimosso l’aria della sfera inferiore si raffredda creando un vuoto che risucchia immediatamente l’infuso di caffè dal pallone superiore attraversando un filtro che blocca i fondi. Rimosso il pallone superiore, la caffettiera viene impugnata con l’apposito sostegno per versare in tazza il caffè.
Tali macchine videro la luce in Francia intorno al 1840, con molte varianti per forma e materiali si diffusero in tutta Europa e America.

Epoca: 1910 - 1920
Sistema: Vacuum o a Depressione
Macchine realizzate dalla società inglese “Cona Company”. La Cona introdusse una barretta filettata che teneva saldo il filtro al tubo del pallone superiore. Dal 1910 propose una vasta gamma di queste caffettiere che divennero molto diffuse in Francia e Inghilterra. Negli stessi anni la “Silex Company” introdusse tale caffettiera negli Stati Uniti con grande successo commerciale.
Epoca: 1860 - 1870
Sistema: Vacuum o a Depressione
Realizzate in rame martellato a mano o argentato dalla “Picard Ltd” di Londra, queste caffettiere a depressione risultarono certamente più affidabili e maneggevoli delle contemporanee a palloni di vetro non ancora del tipo “Pyrex”. I due contenitori sono uniti mediante filettatura a vite con filtro in fine rete metallica.

Epoca: 1930 - 1950
Sistema: Vacuum o a Depressione
A destra: la tedesca “Sintrax” di Jena del 1930, con palloni in vetro pyrex e fornelletto ad alcool. A sinistra: l’americana”Silex” del 1950 con elegante fornelletto elettrico e rivestimenti in ottone cromato.

Epoca: 1930 - 1940
Sistema: Vacuum o a Depressione
Due modelli di diversa capacità della “Agrolux” di fabbricazione Ungherese. Un fischietto alla sommità avvisava quando togliere la corrente di alimentazione alla resistenza elettrica. Ad infuso ultimato l’intera caffettiera veniva impugnata per versare il caffè dall’apposito beccuccio.

Epoca: 1890
Sistema: Vacuum o a Depressione
Elegante “Napierian” di fabbricazione Inglese della Elkington & Co, costruita in Silver Plate con finiture in avorio. Rappresenta una preziosa evoluzione del modello in vetro e porcellana dell’ingegnere scozzese Robert Napier del 1840. Il funzionamento è basato sul principio della creazione del vuoto, come nei modelli a palloni di vetro sovrapposti, con la differenza che in questo caso gli elementi sono posti su di uno stesso piano orizzontale.
Epoca: 1850 - 1870
Sistema: Vacuum o a Depressione Macchine chiamate anche “Sifoni di Compensazione” o “Balance” o “Gabet”. La prima apparizione di questi apparecchi è da ricondurre alla Francia della prima metà del 1800, quando Louis Gabet di Parigi ottenne il brevetto nel 1844 per un modello a sifoni di compensazione con contrappeso di bilanciamento. Il funzionamento è basato sul principio della creazione del vuoto, come nei modelli a palloni di vetro sovrapposti, con la differenza che qui gli elementi sono posti su di uno stesso piano e sostenuti da una struttura a “bilancia” che automatizza l’intero procedimento del caffè. Il fornello ad alcool ha un cappuccio mobile che spenge la fiamma automaticamente all’alzarsi del bollitore (aiutato dal contrappeso o dalla molla), e cioè quando l’acqua, spinta dal calore, passa nel vicino bicchiere di vetro attraverso un tubicino con filtro all’estremità. Qui l’acqua calda si mescola con la polvere di caffè. Per effetto del vuoto creatosi nella caldaia la bevanda viene risucchiata all’interno, lasciando i fondi nel bicchiere di vetro. Attraverso il piccolo rubinetto il caffè è servito in tazza. La paternità dell’apparecchio è contesa tra Parigi (Louis Gabet, 1844), Londra (Preterre, 1849) e Vienna (A.Reiss, 1855).
Epoca: 1860 - 1870
Sistema: Vacuum o a Depressione.
Nella sua cafetière-locomotive Jean Baptiste Toselli, francese d’origini italiane, dispone e armonizza in perfetta forma di treno, lungo circa quaranta centimetri, i vari elementi necessari al sistema “sifoni di compensazione”. Lo chassis in ottone dorato della base è montato su ruote. Sostiene in basso l’alloggiamento del fornellino ad alcool ed in alto il corpo cilindrico in ceramica della macchina, oltre ad un cestello finemente lavorato per contenere fiammiferi, cucchiaini o lo zucchero. Il corpo in ceramica della locomotiva è diviso internamente in due parti: quello posteriore (il bollitore) contiene l’acqua e quello anteriore contiene la polvere del caffè. Il corpo è appoggiato su di un semplice meccanismo in modo da potersi rovesciare leggermente all’indietro quando è riempito d’acqua e tenere così sollevato il coperchio del sottostante fornello. L’acqua riscaldata è spinta, attraverso un tubicino in vetro a sifone, nell’altro contenitore posto nella parte anteriore della locomotiva. Questo è il recipiente che contiene la polvere del caffè. Ha così inizio il processo d’infusione della bevanda. Il suo fumaiolo grande, e con forma leggermente conica, permette di versarvi la polvere e consente il passaggio del sifone in vetro che porta alla sua estremità un largo filtro metallico. Il corpo della caldaia, svuotata dal peso dell’acqua, si abbassa e lascia libero il coperchio del fornello di richiudersi sopra la fiamma, spengendola automaticamente.
Per effetto del vuoto, che si crea con il raffreddamento dell’aria dentro la caldaia, il caffè è risucchiato immediatamente, attraverso lo stesso tubicino in vetro, dal contenitore anteriore lasciandovi i fondi depositati. L’infuso di caffè è così ora contenuto nel corpo della caldaia, dal quale è versato in tazza mediante un tubicino che corre sotto al treno e un elegante rubinetto sul fronte della locomotiva.
Ogni momento del procedimento d’infusione poteva essere seguito dai commensali con il movimento di ribaltamento della caldaia, lo sbuffo di vapore dalla valvola di sicurezza, lo spegnimento automatico della fiamma e il passaggio dal sifone di vetro decorato dell’acqua calda, prima, e del nero caffè, dopo.
Epoca: 1850 - 1860
Sistema: Vacuum o a Depressione / Percolazione o Filtro
Due esemplari di quella che in Italia venne chiamata “La Milanese”, caffettiera costruita in ottone o rame stagnati internamente. Si tratta, di fatto, della caffettiera brevettata in Francia nel 1832 da Grandin e Crepaux. Questa macchina può funzionare sia con il sistema “Vacuum o a Depressione” o “Percolazione o Filtro”. Infatti, se al termine dell’infusione veniva rimossa la fonte di calore, il congegno funzionava come una caffettiera a depressione. Se invece veniva rimosso il cappuccio sul beccuccio, funzionava come una caffettiera a percolazione con la sola pressione atmosferica.
“MUMAC è questo per me: il coronamento del sogno di un ragazzo di 18 anni iniziato in un mercatino e che ancora oggi continua”.
Enrico Maltoni, il collezionista
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