CAFFETTIERE

Pressione di Vapore (espresso lungo)

Epoca: 1840 - 1900
Sistema: pressione di vapore
Vari tipi e modelli di macchine a pressione con fornello ad alcool, chiamate “Fontana a Vapore” o anche “Vienna Incomparabile” realizzate in Austria, Germania e Inghilterra.
La “Fontana a Vapore”, anche se in seguito verrà ribattezzata come “Vienna Incomparabile”, vede la sua nascita in Inghilterra nel 1833 ad opera del calderaio londinese Samuel Parker.
Il corpo cilindrico della macchina è spesso realizzato in ottone o rame (ma anche in ottone nichelato, Sheffield, argento o porcellana) ed è diviso in due parti: la parte interna (bollitore) contiene l’acqua da riscaldare, mentre la parte esterna (intercapedine) raccoglie l’infuso di caffè ed è munita di rubinetto a spina (in basso) o beccuccio (in alto).
Il funzionamento di questi bellissimi apparecchi consiste nel far salire l’acqua (scaldata dal fornello ad alcool) dal bollitore al filtro con la polvere di caffè attraverso un tubo interno.
L’acqua bollente attraversa il filtro con tale forza da mandare il liquido ad urtare contro la parte interna della cupola in vetro e ridiscendere, con effetto a “fontana”, nella parte esterna del recipiente. Da qui il caffè viene versato in tazza mediante l’apposita spina o con il beccuccio inclinando l’apparecchio.
Epoca: 1838
Sistema: Pressione di Vapore
Piccola caffettiera in ottone brevettata a Parigi da Alexandre Lebrun nel 1838. Funzionamento a pressione alimentata ad alcool. La pressione del vapore spinta verso il basso, e non verso l’alto, venne usata da Lebrun per questa sua piccola e ingegnosa macchina per il caffè. Il caffè macinato viene compresso, mediante un pestello, in un filtro a forma di scatola sul fondo del bricco. L’acqua fredda viene versata in alto. Il coperchio viene bloccato con l’apposito morsetto e il bricco riscaldato dall’alcool contenuto in un piattino posto alla base. Nel giro di quattro minuti il caffè viene automaticamente versato in tazza dal beccuccio finemente lavorato.
La macchina a pressione di Lebrun fu popolare per decenni e si diffuse in Germania, Austria e Italia.

Epoca: 1878
Sistema: Pressione di Vapore
La macchina di H. Eicke viene brevettata in Germania, a Berlino, nel 1878. Benché l’apparato sia basculante e abbia il fornelletto dotato di cappuccio autoestinguente, il tutto molto simile alle “Balance” a sifoni di compensazione, il suo principio di funzionamento è completamente diverso. In questo caso per il filtraggio del caffè non viene sfruttata la depressione del vuoto della caldaia ma la pressione del vapore che spinge l’acqua bollente dalla caldaia al filtro con la polvere. Quando tutta l’acqua contenuta nel bollitore passa nel filtro, la caffettiera si inclina lasciando cadere il cappuccio del fornelletto a spengere la fiamma. Si completa così automaticamente il ciclo della preparazione.
Epoca: 1880 - 1890
Sistema: Pressione di Vapore
Maestosa nelle dimensioni, originale nella disposizione della componentistica ed elegante nei motivi decorativi e materiali questa capace macchina a pressione con fornelletto ad alcool racchiuso nella base. Realizzata dalla A. Gella di Milano. Il filtraggio del caffè poteva essere seguito dal filtro posto in vista in alto alla macchina.

Epoca: 1910 - 1920
Sistema: Pressione di Vapore
Eleganti e ricercate nelle finiture con pregevoli lavorazioni a mano le due macchine italiane della “Invicta” costruite in rame-ottone ed ottone nichelato, con fornellino ad alcool e capacità di due tazze.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
A sinistra la “A.G. Oikos” della Fratelli Carderoni di Milano, in ottone nichelato. Il fischietto avvisa, quando l’acqua è calda, di aprire l’apposito rubinetto per mettere in collegamento il filtro anteriore contenente il macinato di caffè.
A destra la “Ideale Espresso” in ottone nichelato, primissimo modello domestico della celebre “Desiderio Pavoni” di Milano.

Epoca: 1910 - 1920
Sistema: Pressione di Vapore
Varie macchine a pressione con fornello ad alcool, fabbricate in Italia, a Ferrara, dalla “Fratelli Santini” con marchio “Aquilas” e dalla “Figli di Silvio Santini” con marchio “Orso”, tutte in rame e ferro nichelato. Capacità da due a sei tazze. Piccola e graziosa macchinetta per uso familiare dal funzionamento semplice e di facile uso. La pressione del vapore spinge l’acqua calda in alto attraversando il filtro del caffè e il liquido viene riversato dal becco frontale direttamente nelle tazzine o in un bricco.
Epoca: 1910 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Caffettiere di fabbricazione Italiana “Adele” e “Stella”. Costruite in ottone nichelato. Capacità da una a quattro tazze. Piccole caffettiere da viaggio e campeggio hanno la caratteristica di essere molto compatte e maneggevoli, il fornelletto ad alcool e le tazze sono incassate alla base della macchinetta.

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Macchina di fabbricazione Cecoslovacca, marchio “Sport”. Costruita in alluminio e acciaio con capacità due tazze. Il fornelletto è alimentato con combustibile a pastiglie. Caffettiera ideale per il campeggio, racchiusa in apposito box completo di ogni accessorio (pastiglie di combustibile, scatolina per zucchero e caffè, cucchiaino e pinza per manovrare la caffettiera bollente) per la preparazione e la degustazione del caffè.

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di caffettiere da fuoco realizzate in alluminio e bachelite, commercializzate in Italia dopo il debutto negli anni ’50 della “Moka Express” Bialetti (a sinistra).

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di caffettiere italiane da fuoco in alluminio. A destra la caratteristica “Columbia Crème” della OMG, macchina a pressione di vapore e pompa, con capacità di sei tazze. La pompa contenuta nel manico consente di aumentare la pressione dell’acqua per l’estrazione del caffè con il risultato di una maggiore quantità di crema.

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Originali per il design queste caffettiere da fuoco realizzate in alluminio e bachelite. Molto popolari in Italia in questi anni. Da sinistra: la “Trimel”, l’”Atomic” e la “Vesuviana” tutte di ditte Milanesi.
Epoca: 1960 - 1970
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di piccole caffettiere italiane in alluminio da fuoco con la caratteristica di riversare direttamente in tazza il caffè preparato.

Epoca: 1950
Sistema: Pressione di Vapore
Una delle prime versioni commercializzate nel dopoguerra della famosa “Moka Express”, della Alfonso Bialetti di Crusinallo. Ha solida struttura in alluminio con forma ottagonale, dotata di valvola di sicurezza in ottone e guarnizione in gomma tra caldaia e cuccuma. Realizzata in modelli di varia capacità. La Moka ha portato un cambiamento radicale nelle abitudini di consumo di caffè tra le mura domestiche proponendo agli italiani un caffè dal gusto nuovo e più forte, soppiantando l’allora diffusa caffettiera Napoletana. Ancora oggi è considerata una delle icone del made in Italy nel Mondo.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Macchine italiane da famiglia in ottone nichelato costruite nella foggia delle macchine a colonna da bar dell’epoca. A sinistra la “Snider” di Milano, a destra “La Pavoni” di Milano.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Tre macchine “Eterna” di fabbricazione italiana della Società “Watt” di Pavia. In ottone nichelato e in fusione di alluminio, costruite nella foggia delle macchine a colonna da bar dell’epoca.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Macchine italiane da famiglia in ottone e ottone nichelato costruite dalla “Select Electric” (a sinistra) e dalla “S.E.I.” di Torino (a destra).

Epoca: 1920 - 1950
Sistema: Pressione di Vapore
Tre piccole macchine di fabbricazione italiana da una tazza, in ottone nichelato o cromato.
Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Eleganti e sofisticate macchine fabbricate in Italia dalla S.I.M.E.R.A.C. di Ferrara (poi Milano), in ottone nichelato con capacità da due a quattro tazze. Il filtro del caffè è posizionato distante dal corpo macchina per evitare il riscaldamento della polvere durante la fase di funzionamento della macchina, i beccucci distribuiscono la bevanda direttamente nelle tazze appoggiate sul vassoio di base.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Grande capacità per questa macchina fabbricata dalla “VELOX” di Ferrara dove il caffè viene raccolto nell’apposita cuccuma per essere poi servito in tazza.

Epoca: 1970 - 1980
Sistema: Pressione di Vapore
Curiosa ed ingegnosa la caffettiera-sveglia “TATA” della Torinese “G.M.P.”. Pensata per chi al mattino non può alzarsi senza aver prima sorseggiato un fumante caffè, questa caffettiera, in contemporanea al suono della sveglia, riversa in tazza le ultime gocce dell’infuso appena fatto.

Epoca: 1920 - 1940
Sistema: Pressione di Vapore
Fino a sei tazze in contemporanea per la Francese “Cafetiére Veritas” di Lione dal caratteristico aspetto a fontanella in ottone nichelato (per la versione del 1920) e rielaborata nel disegno per il tipo “luxe” del 1940.

Epoca: 1930 - 1940
Sistema: Pressione di Vapore
Caratteristico ed insolito disegno per la Francese “Femoka” dove l’acqua bollente raggiunge il filtro dai condotti laterali ed il caffè viene riversato dal beccuccio in una cuccuma.

Epoca: 1960 - 1970
Sistema: Pressione di Vapore
Molto popolare in Germania la tedesca “Paluxette” costruita in massiccio acciaio e ottone cromato con la possibilità di scorrere su guide verticali per adattarsi al bricco di casa. La piccola versione da auto sfrutta l’alimentazione a 12 volt per preparare una singola tazza di caffè.
Epoca: 1910 - 1920
Sistema: pressione di vapore
L’italiana “La Victoria Arduino” di Torino è realizzata in acciaio, ottone nichelato e bachelite, capace di erogare da due a tre tazze di caffè contemporaneamente. Bella macchina costruita nello stile dell’epoca con marchio di fabbrica in bella vista in ottone smaltato. Quando si formava la giusta pressione del vapore, chiudendo il rubinetto superiore, l’acqua calda veniva spinta attraverso il caffè del portafiltro con attacco “a baionetta” e da qui direttamente nelle tazze posate sulla base.

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Originale nella forma ed elegante nei motivi decorativi realizzati a sbalzo sul corpo in alluminio per questa capace macchina elettrica dalla capacità di quattro tazze. Il rubinetto alla base della caldaia permetteva inoltre di estrarre acqua bollente per té e tisane.

Epoca: 1950 - 1960
Sistema: Pressione di Vapore
Caffettiere di fabbricazione italiana della ditta “R.V.” di Milano. In rame martellato a mano, con funzionamento a pressione ad alimentazione elettrica. Capacità da due a cinque tazze. Design originale e attuale, con particolari di finitura molto ricercati ed accurati. L’acqua calda, spinta attraverso il filtro con il caffè, scendeva direttamente in tazza.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di caffettiere italiane con caldaia in rame e corpo in ottone nichelato (o cromato), funzionamento a pressione ad alimentazione elettrica. Capacità da due a cinque tazze. I cavi elettrici sono rivestiti in cotonato bicolore e spinotti in rame e porcellana.
Epoca: 1960 - 1970
Sistema: Pressione di Vapore
A sinistra la tedesca “Bavaria” e a destra una capiente macchina di fabbricazione svizzera, entrambe ad alimentazione elettrica con beccuccio per riversare il caffè in un bricco.

Epoca: 1930 - 1950
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di belle macchine italiane elettriche in ottone nichelato o cromato e bachelite. Da sinistra: la “Diana Mignon” di Torino, la “SCM” e i due modelli della “Neowatt” di Milano.

Epoca: 1930 - 1950
Sistema: Pressione di Vapore
Gruppo di varie macchine elettriche tutte prodotte in Italia in ottone nichelato o cromato. Con capacità da una a sei tazze di caffè.

Epoca: 1920 - 1930
Sistema: Pressione di Vapore
Macchina prodotta in Italia dalla “Turrini B.T.D.” in ottone cromato. I vari elementi che la compongono, resistenza elettrica, caldaia e filtro caffè, sono tenuti assemblati ermeticamente da un cavallotto con vite.
“MUMAC è questo per me: il coronamento del sogno di un ragazzo di 18 anni iniziato in un mercatino e che ancora oggi continua”.
Enrico Maltoni, il collezionista
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